La terza serata del Festivàl di Sanremo si apre, eccezionalmente, con Baglioni che canta. Insieme a un nutrito corpo di ballo si esibisce in W l’Inghilterra, con l’intento di rafforzare le relazioni diplomatiche con quel paese visto che con la Francia stanno andando a farsi benedire. Poi, con Bisio, realizza che il direttore d’orchestra è inglese e sarà ancora in Italia per poco a causa della Brexit. E sul suo volto compare un ghigno beffardo non appena si rende conto di avere portato un quasi extracomunitario in prima serata su Rai Uno.

MAHMOOD
A proposito d’immigrati, arriva questo baldo giovane figlio di madre sarda e padre egiziano. La sua canzone dai ritmi arabeggianti ci ipnotizza come un narghilé. Evidente complotto buonista.

ENRICO NIGIOTTI
Le adolescenti si strappano i reggipetti per questo ragazzotto che ha già fatto Amici, X-Factor, Sanremo Giovani e ancora insiste. Io lo proporrei come testimonial del Reddito di Cittadinanza.

Virginia nostra ci delizia con un impegnativo colpo di teatro a ritmo di grammofono che Michellona non sarebbe mai stata in grado di sostenere. In compenso lei e Bisio continuano a leggere il gobbo così male che mi sovvien l’eterno, e le morte stagioni e le lingue titubanti di Gabriel Garko, pochi anni fa.

Sul palco si presenta l’indimenticato Antonello Venditti che ci fa scendere una lacrimuccia. Sia per le sue canzoni sia per come si è conciato: al solito completo giacca e jeans e agli immancabili occhiali da sole di Anastacia, abbina una pelle forgiata dal fuoco di mille lampade e una rada capigliatura tinta di nero corvino, sotto a un cappello di paglia da coccobello. Mentre parla con Baglioni ho come l’impressione che Venditti sia uno di quegli uomini che puzzano. A fine performance scende in platea e prova a regalare la sua paglietta al pubblico ma nessuno sembra accettare. Teoria del cattivo odore confermata.

ANNA TATANGELO
La sua canzone sarebbe la sigla perfetta di Pomeriggio 5, o meglio della pubblicità del Reddito di Cittadinanza in cui si vedono lei e Nigiotti che escono dalle poste tutti contenti con la loro card. Anna, lo sai che però devi fare i servizi socialmente utili per il tuo comune? Quando vorresti iniziare?

ULTIMO
Mi pare di scorgere nel suo viso la faccia di una lesbica arrabbiata.

Bisio e Raffaele ci ammorbano con una gag lunga quanto noiosa e senza senso sulle note di Per fare un albero. E noi pensiamo che questo siparietto sia un po’ lo specchio dei nostri tempi: senza progettualità né una visione a lungo termine.

RENGA
Lui e la sua spalluccia ci cantano uno dei suoi tanti successi di qualche anno fa. Beh ora, tanti.

IRAMA
Non basta portare un coro gospel per cantare bene, né fidanzarsi con Giulia De Lellis e andare nelle trasmissioni di Barbara D’Urso per considerarsi qualcuno.

Passa Alessandra Amoroso a salutare prima di unirsi ai corvi per andare a combattere gli estranei oltre la barriera.

Dopo di che si consuma il momento più alto di tutte e tre le serate del Festivàl, ma che dico di tutta l’edizione 69, ma che dico degli ultimi settant’anni. S’intrufola sul palco l’immortale Ornella Vanoni, vestita da evidenziatore, e parte un siparietto succosissimo con Virginia Raffaele. Davvero, fossi in voi andrei a rivederlo e tornerei a guardarlo in tutti i momenti in cui vi sentite tristi. Presa da un raptus inizia cantare ma non riesce a stare dietro alla musica, allora inizia a ballicchiare avanti e dietro sul palco dell’Ariston, poi prende a insultare Virginia dimostrando inaspettate doti da attrice consumata e accusandola di averle rovinato la vita perché ormai tutti la scambiano per lei. Ma il picco lo tocchiamo quando entra Patty Pravo e le due ere geologiche ricoperte di lava e silicone si baciano e si abbracciano. Un’immagine che finirà nei libri di storia come quella della conferenza di Yalta.

Per concludere Ornellona, per una volta sobria e lucida, si scaglia contro Mamma Rai e io vorrei avere la sua età e le sua labbra per dire tutto quello che mi passa per la testa.

Tutto lo sforzo e il sacrifizio fatti in queste sere davanti a gag orribili è stato finalmente ripagato. Per carità di Dio, riempite Ornella di soldi, triplicate pure il canone, ma l’anno prossimo date il Festival di Sanremo a lei!

PATTY PRAVO E BRIGA
Nefertiti ormai non ha più nemmeno i condotti faringolaringei collegati, per cui mormora dei suoni impastati. Ma noi facciamo finta di credere che sia ancora emozionata per l’incontro con la sua amica di vecchia data.

SIMONE CRISTICCHI
Evangelico, catechista, chierichetto, messianico, Osho.

BOOMDABASH
Continua la quota stranieri dell’Edizione numero 69. Pasciuti ragazzotti di provincia, vestiti come se stessero andando alla festa di fine quinto anno di un Itis, indirizzo meccanica, nella speranza di cuccare ma con la certezza che finiranno per ubriacarsi e vomitarsi addosso l’un l’altro. La cresta rossa fa così anni ’90 che fa schifo.

A cadenza costante sparano lo spot della Regione Liguria in cui uno immagina di vedere le bellezze di quella terra, i carrugi, il pesto, la focaccia, non so, invece ci sono solo tette, culi e cosce. Ma noi spettatori del primo canale siamo fatti così, fissati con le cose che restano, un po’ nostalgici e un po’ vintage. Infatti la gente si scatena quando sul palco salgono Umberto Tozzi e Raf, forse perché sanno che questo è il massimo del divertimento che possono aspettarsi per il resto della serata. Raf, con la sua giacca verdina, sembra un incrocio tra Nicolas Vaporidis e Luca Abete di Striscia la notizia. Sarebbe interessante capire come fanno ad affrontare un tour insieme visto che non hanno un filo di voce. Per farsi aiutare chiamano i Claudii e Virginia e cantano in coro Gente di mare. E Salvini, in qualche diretta Facebook, si strozza con gli spaghetti Barilla e il ragù Star che stava mangiando e fotografando allo stesso tempo.

MOTTA
Mi piace molto e mi piacerebbe ancora di più se la cantasse uno che sa cantare.

THE ZEN CIRCUS
Così piena di parole che a momenti abbiamo paura non riesca ad andare a tempo come Ornellona. Invece Appino la spara liscia senza problemi. Una delle migliori del Festivàl.

Breve intermezzo comico di Bisio e Paolo Cevoli, che sembrano uno la matrioska dell’altro.

NINO D’ANGELO E LIVIO CORI
Se a questa canzone togliessimo Nino D’Angelo secondo me non sarebbe poi così male.

La serata si conclude con una serie di gag dietro cui s’intravedono delle idee. E infatti non è farina del sacco degli autori di Sanremo ma di Fabio Rovazzi, ragazzo a cui tutti noi dovremmo chiedere scusa per non averlo capito sin da subito. Voi potete solo lontanamente immaginare un festival presentato da Ornella Vanoni con la direzione artistica di Rovazzi? Mamma Rai ci dovrebbe fare un pensierino per l’anno venturo.

A me invece continua a tormentarmi uno e un solo pensiero: cosa conterrà la mini-borsetta di Loredana Bertè? Sono tentato di prendere il primo treno e intrufolarmi nel suo camerino per chiederglielo!

Leggi tutte le cronache di questo Sanremo 2019.

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