C’ero quando Giovanna Civitillo bucava lo schermo con un abito giallo e c’ero quando Michelle Hunziker scivolava rovinosamente sul palco. C’ero quando un uomo voleva buttarsi dalla piccionaia e Pippo Baudo saliva a salvarlo e quando altri due volevano fare lo stesso e Fabio Fazio non è stato solerte allo stesso modo.
Così com’ero incollato alla tv quando Elisabetta Canalis chiedeva a De Niro come tradurre Taxi driver in italiano e quando i Placebo spaccavano la chitarra, che altro che le rose di quel viziatello di Blanco.
Io guardavo Sanremo da prima che diventasse un fenomeno social grazie ad Amadeus e alla papalina. Ora tutti questi mocciosi della genZ credono di averlo inventato loro il Festival, ma dov’erano quando Antonella Clerici portò sua figlia Maelle, strappandola alla balia? Dov’erano quando i fiori venivano consegnati solo alle donne o quando Gianni Morandi stava per molestare in diretta Monica Bellucci? Dov’erano quando Baglioni invece di presentare si prodigava ogni sera in un ricchissimo medley dei suoi successi, o quell’anno che ogni cantante portava non una canzone bensì due?
Io amo il Festival di Sanremo e il Festival fa da sempre parte della mia vita, così come di quella di ogni abitante dell’Italia, che lo ammetta oppure no. Sanremo riempie pagine di giornali, pagine web, pagine Instagram, pagine gialle ed è praticamente impossibile non notarlo. Si tratta dell’evento più importante per la televisione pubblica italiana, anche dal punto di vista economico, che le permette di raccogliere ingenti somme di denaro da sponsor e da investitori.
Insomma, una persona qualunque come potrei essere io, si aspetta di trovarsi sempre davanti a uno spettacolo studiato nel minimo dettaglio, dove ogni pensiero, parola, opera o omissione sia meticolosamente prevista con largo anticipo e che abbia superato diversi gradi di approvazione. Ma ogni anno, puntualmente, la mia ingenua credulità mi viene sbattuta in faccia.
Quest’anno è successo già alla prima puntata, durante uno dei momenti più divertenti dell’intera settimana: l’intervista a una centenaria (figuratevi gli altri). Questa simpatica vegliarda stava raccontando del referendum tra monarchia e repubblica e di quanto lei e la sua famiglia fossero convintamente antifascisti e repubblicani. Alle sue spalle una grafica recita “Il 54% alla Repupplica”.
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